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occhi nella notteOcchi nella notte

Susanna aveva due figli piccoli che qualche volta dormivano con lei quando il padre era fuori per lavoro.
Una notte, essi dormivano e lei invece non aveva ancora preso sonno. Nell’oscurità più assoluta, si sentì sfiorare un piede. Spalancò gli occhi e vide dinanzi a sé due occhi gialli che la guardavano sgranati. Fece un salto e gridò. Accese la luce e i figli si svegliarono.
-Mamma, mamma, che c’è?- fece il figlio più grande.
L’altra figlioletta aveva la bocca aperta ed era spaventata.
-Niente, niente tesoro, non è stato nulla, non preoccuparti, dormite- disse per non allarmare i bambini. Però era tutt’altro che tranquilla e si alzò. Perlustrò tutta la casa, ma non trovò né vide nulla. Si coricò di nuovo e si dispose con il capo ai piedi del letto, quasi a voler proteggere i figli. Infatti, aveva chiaramente visto quegli occhi gialli e le avevano fatto pensare a uno spirito maligno, un qualcosa di diabolico! Si sentiva invadere da brividi di raccapriccio.
Si stava appisolando, quando avvertì un leggero fruscio. Ancora una volta saltò in aria e gridò. Nuovamente i bambini si svegliarono e si spaventarono. Avevano cominciato a piangere, si stringevano a lei singhiozzando e dicevano: - Mamma, mamma, perché gridi? Che c’è? Ch’è successo?
Susanna era davvero impressionata e si guardava attorno come se da un momento all’altro dovesse vedere comparire un mostro. Ma non vedeva nulla, non c’era nulla. Cercò ancora di calmare i figli e farli addormentare spegnendo la luce. Mentre si girava, però vide, all’angolo della stanza, due occhi gialli enormi e spalancati. Riaccese la luce terrorizzata e questa volta i bambini si misero a urlare. Tremavano ma all’improvviso uno di essi, tra le lacrime, indicò per terra. Lei si girò di scatto e vide un gatto con gli occhi gialli. Era acquattato e li osservava. Da dove era saltato fuori? Non l’aveva mai visto! Abitavano al quinto piano, dunque era impossibile che fosse entrato da fuori. Che fosse proprio lui lo spirito maligno?
Si riscosse dandosi della cretina e, dopo aver tranquillizzato i bambini, andò a prendere il gatto che le sembrò bellissimo. Si trattava di un esemplare d’angora bianco con il pelo soffice e morbido. Si faceva accarezzare ed era tranquillo e pacifico. I suoi figli vollero pure toccarlo e giocare con l’animale. Dopo li fece coricare e finalmente si addormentarono.
Certo da qualche parte la bestia doveva pur essere entrata! L’indomani avrebbe fatto delle altre ricerche. Infatti, il giorno dopo perlustrò tutta la casa cercando di capire da quale apertura fosse entrato il gatto, ma non riuscì a capirlo, né a immaginarlo. Nel frattempo era diventato il beniamino dei bambini che giocavano felici con lui.
-Mamma, possiamo tenerlo? E’ nostro?- chiedevano.
-No-  rispondeva lei- non è nostro e non possiamo tenerlo. Appena troveremo i padroni, dovremo restituirlo.
- Ma mamma stanotte è venuto da solo! E’ nostro e vuole stare con noi - insisteva il figlioletto.
- Amore, non è nostro e troveremo i legittimi proprietari.
Il giorno dopo quando tornò il marito, fu sorpreso della novità.
-Secondo me, avete lasciato la porta aperta e non ve ne siete accorti - disse con aria saccente.
- La porta non era aperta! Ci mancherebbe!- disse Susanna sicura del fatto suo.
-Allora è piovuto dal cielo!- ironizzò il marito.
Comunque nell’arco di due giorni, tutta la famigliola si era affezionata al gattino che era socievole e affettuoso. Finanche il marito giocava con lui. Ma si chiedeva sconcertato da dove fosse entrato e non riusciva a trovare una risposta. Sembrava davvero un mistero! Un’apparizione prodigiosa!
Sennonché verso sera, attraverso la finestra aperta della veranda, Susanna sentì la signora del piano superiore che chiamava:
“Penelope! Peneeeeeelope. Dove sei? Penelope. Ma dove è la mia gattina?”
Una luce si accese nella sua mente: stava cercando il gatto!
Doveva accertarsi che fosse una gatta e poi parlare con la signora, la quale continuava a chiamare: “Penelope. Peneeeelope. Ma vuoi farmi impazzire? Dove sei Penelope?”
Era una femmina, sì. Doveva proprio essere Penelope. Allora cominciò a domandarsi come avesse fatto a introdursi nel suo appartamento. Forse era caduta e si era aggrappata ai fili della biancheria. Quindi era riuscita evidentemente a trovare un varco nella finestra per introdursi in casa.
Susanna si affacciò e chiamò la coinquilina del piano superiore.
-Signora! Scusi signora! Sta cercando un gatto?
Subito vide comparire, sopra di sé, la testa della signora.
-Sì, sì, sto cercando la mia gatta. L’ha vista scusi?
-Certo che l’ho vista! E’ venuta a farmi visita l’altra notte e non capivo da dove fosse arrivata. Non sapevo che lei avesse un gatto.
La proprietaria sembrava felice e non finiva di ringraziare:
-Grazie, grazie, cara signora. Non sa che gioia! Proprio non capivo che fine avesse fatto la mia Penelope! L’ho cercata per due giorni ed ero disperata. Grazie signora, grazie.
-S’immagini! Io invece, in un primo tempo, quando ho visto quegli occhi gialli di notte, ho pensato a uno spirito maligno. Ma evidentemente è caduta giù, si è aggrappata ai fili della biancheria e poi è entrata in casa nostra. Non si preoccupi signora, ora gliela riporto, anche se mi spiace per i miei figli che già si erano affezionati a Penelope.
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